TUTTA MIA LA CITTÀ
Lo spazio urbano a misura di pedone

Dibattito pubblico – 22 settembre 2023 – In occasione della settimana europea per la mobilità sostenibile

Le persone che hanno accolto l’invito a partecipare all’incontro per approfondire ed aggiornarsi sulla
mobilità a Roma Il pomeriggio di venerdì 22 settembre scorso si sono accomodate sulle sedie poste a
semicerchio proprio intorno al tavolo dei relatori, alcune persone sono rimaste in piedi, sullo sfondo il
Giardino Zen del Parco Garbatella
Elena Filicori, vice-presidente del Circolo Garbatella di Legambiente ha introdotto il tema in discussione
richiamando quello trattato l’anno scorso che riguardava il GRAB e le piste ciclabili nel quartiere. Partendo
proprio dal titolo dell’iniziativa TUTTA MIA LA CITTA’ ha messo in primo piano il soggetto che abita la città
“il cittadino” che prima di tutto è un pedone, poi un ciclista o un utente dei mezzi di trasporto pubblici o un
automobilista. Di qui la decisione di focalizzare la condizione di mobilità del Pedone.
Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio, ha denunciato i ritardi dell’amministrazione e della
politica nel fare le scelte giuste sulla mobilità: nessun cantiere è aperto per il GRAB e entro aprile del 2024
vanno spesi i fondi del Giubileo; la Cristoforo Colombo è un’autostrada urbana di 10 corsie ma senza alcuna
preferenziale; c'è difficoltà a procedere sulle scelte della mobilità su ferro. Per ricordare un’azione a favore
del pedone dobbiamo risalire al 1960 in cui fu cancellata la rotatoria intorno al Colosseo e il 1997 con il
divieto di parcheggiare a Piazza del Popolo. Roma ha 63 automobili su 100 abitanti, percentuale tra le più
alte in Europa: Milano 49%, Madrid 46%, Londra 31%, Parigi 25%. Macchine sempre più grandi, non c’è più
spazio. Traffico congestionato, inquinamento. Siamo perennemente in procedura di infrazione per la
qualità dell’aria pagando multe all’Europa. Gli interventi nella mobilità sono urgenti e doverosi ne va della
salute e della vita dei cittadini, ma gli ostacoli e gli interessi che si frappongono sono enormi e talune
proposte quale quella della riduzione del parco macchine partendo da quelle più inquinanti, che colpisce i
meno abbienti, è impopolare se non applicata in modo progressivo e accompagnata da uno sviluppo di
tutte le altre possibilità di movimento, a partire dal trasporto pubblico locale.
Vito Nicola de Russis, presidente dell’Associazione Diritti dei Pedoni, è una persona molto anziana che
mantiene tutta la carica emotiva che occorre per difendere i diritti dei Pedoni. L’Italia non ha mai recepito
la Risoluzione Europea della “Carta Europea dei diritti del Pedone” che lui è riuscito a fare approvare dal
Parlamento Europeo il 12 ottobre 1988. Con l’avvento delle automobili le strade sono state sottratte ai
pedoni e la loro libertà di movimento limitata a marciapiedi, talvolta minimi e talvolta assenti: un
mutamento della qualità della vita epocale. L’automobile è una forma di trasporto ad alto rischio di
mortalità e di invalidità, tant’è che le automobili in circolazione sono sempre più grandi e robuste a tutela
della vita di chi le acquista, ma a danno di pedoni, di ciclisti e di automobilisti più poveri

Luca Gasperini, Assessore alla Mobilità del Municipio VIII, ha richiamato i continui reclami che riceve per il
cattivo comportamento degli automobilisti che parcheggiano ovunque, del diritto alla mobilità in sicurezza,
della convivenza difficile fra autovetture, ciclisti, pedoni e mezzi pubblici. Ha aperto un tavolo al quale sono
invitati a partecipare tutte le associazioni per sviluppare idee e progetti, compreso il circolo Garbatella di
Legambiente. Il Municipio si è attivato per assicurare la sicurezza degli attraversamenti pedonali per le
scuole sottraendo anche qualche posto di parcheggio e ha istituito una strada scolastica con la
pedonalizzazione del percorso in orari specifici, dopo una sperimentazione partita nel 2021.
La temperatura mite, la bellezza del luogo hanno favorito un clima rilassato e attento un rapporto
colloquiale fra i relatori e i presenti. Alcune persone hanno colto l’occasione per fare domande: perché

sono stati interrotti i lavori della pista ciclabile sulla via Ostiense? perché i marciapiedi di Piazza Antonino
Pio sono perennemente usati come parcheggio impedendo il passaggio ai pedoni? e per chiedere una
revisione dei temporizzatori per i pedoni sulla Via C. Colombo che mettono a rischio la sicurezza di chi
attraversa.
Andrea Benedetto, professore dell'Università di Roma Tre, spiega che esiste un modo per valutare lo
spazio urbano se si fa riferimento ai pedoni, un indice di “walkability”. Grandezza, unità di riferimento,
spazi e percorsi che sono quelli dei pedoni avendo come riferimento i bambini e le bambine: piano della
sicurezza, piano della qualità, tempo impiegato per dirigersi verso i luoghi più diversi. Nella realtà la
progettazione di strade esclude i pedoni: si tiene conto dei veicoli. I punti di insicurezza: l’uso del cellulare
durante la guida, i morti del venerdì e del sabato sera. Esistono delle protezioni passive imponendo le
limitazioni di velocità, l’illuminazione, l’urbanistica tattica che cambia l’uso degli spazi, semafori veicolari e
pedonali. Le strisce pedonali frequenti, per esempio in Italia sono a 200 metri in altre città ogni 100 metri.
Amedeo Ciaccheri, Presidente del Municipio VIII, ha messo in evidenza le difficoltà che l’amministrazione
incontra nella gestione della cosa pubblica. La ciclabile di Ostiense è un esempio classico. Gode di un
finanziamento europeo Piramide-San Paolo e sarà terminata, ma la seconda parte verso Piramide sarà
realizzata a valle degli interventi straordinari per il Giubileo che prevedono il rifacimento delle caditoie e la
rimozione degli strati di asfalto susseguitesi nei decenni, opere indispensabili per non vanificare la qualità
del nuovo assetto viario. Il 2024 sarà un anno difficilissimo per la città per la presenza di un’infinità di
cantieri aperti per il Giubileo
Di fronte alle questioni sollevate richiama la realtà che ci circonda e le difficoltà che si frappongono alle
scelte ambientaliste condividendo con i presenti una sua esperienza con i ragazzi delle scuole di Via
Salvatore di Giacomo e col Socrate di Via Odescalchi. Alla richiesta di come si muovevano e quali fossero i
loro desideri, quelli delle medie inferiori lamentavano pochi parcheggi e quelli del liceo avevano in testa il
desiderio di prendere la patente per muoversi in macchina.
Quali scelte ambientaliste? Non c’è redistribuzione economica e gli interventi che vietano l’uso di auto
inquinanti tengono indietro gli ultimi. Dobbiamo ragionare bene e sostenere soluzioni che siano
vantaggiose per la comunità: sfida non solo materiale, ma immateriale e culturale che ha a che fare con la
politica, con un’egemonia culturale che ha cambiato segno da tempo.
Donato Mattei, rappresentante per l'assessore Catarci ai Servizi al Territorio Città del 15 minuti Roma
Capitale, informa che Roma ha 310 quartieri. Un po’ meno della metà sono oltre il raccordo anulare. Gli
abitanti a Roma son 2,8milioni ufficiali, più 1,5 milioni presenti settimanalmente. Nei quartieri storici
potrebbe essere possibile organizzare la città dei 15 minuti, ma fuori del Raccordo anulare no: mancano
fogne, marciapiedi, scuole, mancano i servizi pubblici di prossimità. Con i fondi del PNRR stiamo lavorando
su 15 progetti partecipati nell’ambito di ogni Municipio per superare le difficoltà macroscopiche e per
ritessere il tessuto sociale. Nel Municipio VIII è stato individuato come luogo da riqualificare Valco San
Paolo.
Alessandra Bonfanti, Responsabile Mobilità Legambiente Nazionale: Cambiamento culturale: si muore in
automobile, si perde la vita in automobile. La città è delle persone, come la città dei 30 all’ora, da 50 a 30. Il
GRAB finanziato nel 2015 ancora non funziona. Bisogna levare le macchine, dice Patané e cambiare il
Codice della strada. Ci sono le strade scolastiche ma manca il Regolamento. I genitori però chiedono di
portare i bambini a scuola ed andare via di corsa. Non ci sono opere pronte da 30 anni: qualche cosa è
stato fatto con le Associazioni. A Monaco di Baviera hanno stanziato 10 milioni di euro per coinvolgere la
cittadinanza nel processo di trasformazione della mobilità.
Fulvio Maura illustra una proposta operativa del Circolo Garbatella di Legambiente, compresa nelle finalità
dell’Assessorato alla “Città dei 15 minuti”. Parte dalla complessità di una città che possiede 63 macchine
per 100 abitanti in cui i cittadini utilizzano l’auto anche per piccoli tragitti. Sempre più parcheggi a scapito

della mobilità pedonale, macchine in doppia fila che occupano la carreggiata e che mettono in difficoltà
anche il trasporto pubblico. Per ridurre l’uso dell’auto privata per i piccoli spostamenti non c’è che
l’impiego di un piccolo bus elettrico, che serva i principali punti di servizio al cittadino e sia frequente.
Diventerebbe molto vantaggioso per i cittadini che non devono preoccuparsi di trovare il parcheggio per
raggiungere le destinazioni che desiderano (meno macchine in circolazione, meno parcheggi in doppia fila).
Giuseppe Cravena fa parte dell’Associazione di genitori che hanno dato vita e corpo ai percorsi in bici dei
bambini a scuola. Davanti alla scuola si susseguivano automobili con alti livelli di inquinamento dell’aria che
respiravano i nostri figli. Ha raccontato l’esperienza dei genitori che hanno attivato nel 2021 con i loro figli e
il supporto delle associazioni di ciclisti il percorso casa-scuola in bicicletta, dell’entusiasmo, dell’allegria, del
piacere nel percorrere la strada in bici e della creazione di socialità. Il risultato di questo impegno, sempre
sostenuto dal Municipio VIII è stata l’apertura della strada scolastica.
Conclude Anna Maria Baiocco, ringraziando tutti per la partecipazione attiva e invitando a non desistere
nell’impegno urgente per le trasformazioni della città e per il cambiamento delle abitudini visto i danni
“irreversibili” dell’attuale gestione del mondo. Non ci deve meravigliare l’importanza dell’automobile per
ciascuno di noi: da troppo tempo ci hanno indotto a dare all’automobile un valore che va ben al di là dello
strumento per muoversi. Ma non è una scelta irreversibile se le condizioni oggettive creano spazi di
vivibilità e di movimento alternativi il risultato ci sarà come dimostrato in tante città europee.

Anna Maria Baiocco e Elena Filicori

 

Alcune foto del dibattito

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