Biodivesrità: una ricchezza da tutelare

 

Spunti per una vita ecologista

Tutela della biodiversità

La peggiore delle conseguenze del degrado del nostro pianeta è sicuramente la diminuzione di biodiversità, cioè la scomparsa di migliaia di specie animali e vegetali che rappresentano una parte indispensabile di ecosistemi dagli ormai delicati equilibri.

Fino a oggi sono state descritte oltre 1 milione e 700 mila specie, ma in realtà si ipotizza che ne possano esistere molte di più.

Le specie animali sono circa 1.318.000:

  • 265.000 invertebrati
  • 29.900 vertebrati (2.500 pesci, 9.800 uccelli, 8.000 rettili, 4960 anfibi, 4.640 mammiferi)

A cui si aggiungono 10.000 specie di batteri, 72.000 specie di funghi, 50.000 specie di protisti.

Mentre le specie vegetali sono 270.000

Alcuni ambienti sono particolarmente ricchi di biodiversità: le barriere coralline, le foreste tropicali e gli estuari dei fiumi ospitano circa la metà degli esseri viventi del Pianeta, anche se ricoprono solo il 6% della superficie terrestre.

In generale, le principali cause di riduzione della biodiversità sono:

  • i cambiamenti climatici
  • la perdita degli habitat
  • l’inquinamento
  • il sovrasfruttamento e l’uso non sostenibile delle risorse naturali
  • l’introduzione di specie aliene
  • gli incendi boschivi
  • il bracconaggio

Questi fattori sono ancora più deleteri per quelle specie che rientrano in categorie particolarmente delicate:

  • specie predatrici, soprattutto quelle ai massimi livelli della catena alimentare di un ecosistema, che sono formate da pochi individui e distribuite su ampie superfici (es. il giaguaro)
  • animali di grande taglia e con basso tasso riproduttivo (es. il gorilla)
  • endemismi specie a limitata distribuzione (cioè presenti esclusivamente in determinate aree), per esempio su isole o su montagne isolate o in laghi, facilmente soggette alla rapida distruzione di habitat (es. i lemuri o l’axolotl)
  • specie molto specializzate e caratterizzate da scarsa adattabilità, colonizzazione e dispersione (es: colibrì amazzonico con un becco adattato per meglio raggiungere il nettare di fiori di alcune passiflora o il panda o il koala)

Per comprendere la gravità del problema occorre ricordare che siamo, un sistema interconnesso e che ogni organismo svolge un ruolo fondamentale per la salute ed il benessere del Pianeta: alcune piante e batteri ci aiutano a mantenere l’ambiente pulito grazie alla loro capacità di degradare i nostri rifiuti e a riciclarne i nutrienti.

I lombrichi mantengono il terreno fertile, favorendo la decomposizione della sostanza organica, e spugnoso, scavando gallerie che consentono all’aria e all’acqua di scendere in profondità.

Grazie alle api e agli altri insetti impollinatori le piante continuano a fiorire, a riprodursi e a produrre frutti.

I funghi svolgono un ruolo insostituibile nei cicli di decomposizione del suolo e sono indispensabili per il funzionamento dell’apparato radicale di numerose specie di alberi.

Molte specie di uccelli e mammiferi disseminano i semi di painte selvatiche.

I grandi predatori mantengono bilanciata la catena alimentare e sane le popolazioni predate.

E IN ITALIA?

Grazie alla sua caratteristica forma allungata, l’Italia vanta una formidabile ricchezza di ecosistemi differenti, che vanno dai laghi vulcanici alle piccole isole, dai grandi ghiacciai alle steppe predesertiche, dalle paludi fino alle dune in Sardegna o ai palmeti in Sicilia.

Il nostro Paese ospita infatti circa 68.000 specie di piante e animali: il 43% di quelle descritte in tutta Europa e il 4% di quelle dell’intero pianeta. Un paradiso di biodiversità al quale negli ultimi anni spetta però anche un record negativo: quello delle specie a rischio. Il maggior numero di animali e piante minacciati di estinzione, il 35% di flora e fauna d’Europa, si trova proprio nell’area del Mediterraneo e in particolare lungo lo stivale.

Nello specifico l’Italia vede a rischio estinzione il 28% delle specie animali vertebrate, di cui 138 terrestri e 23 marine, a fronte di un patrimonio totale di 672 specie

Analogo discorso per la flora: l’Italia è un hot spot di biodiversità a livello mondiale, con ben 8195 specie e sottospecie, molte delle quali endemiche. Dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, solo la Turchia ne ospita di più.

Le piante più minacciate, alcune delle quali sono state irrimediabilmente perdute, sono ed erano quelle che vivevano in ambienti costieri ed umidi, quelli più fragili e che hanno subito maggiormente l’intervento della mano dell’uomo in seguito alle bonifiche ed agli interventi di edilizia selvaggia.

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