L’economia circolare

Spunti per una vita ecologista

PER REGALARCI FUTURO (RI)CHIUDIAMO IL CERCHIO!

Il recupero del concetto di circolarità, ovvero quello che guida i processi naturali, in cui “nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”, rappresenta l’unica risposta agli enormi e complessi problemi ambientali che i processi produttivi e lo stile di vita del mondo industrializzato hanno provocato dalla seconda rivoluzione industriale in poi.        

Il MODELLO LINEARE, che prevede il prelievo della risorsa, la sua trasformazione in prodotto o servizio ed il suo conferimento in discarica o la sua dispersione, traducibile con la formula “estrai, produci, consuma, butta” non è più ecologicamente (né economicamente) sostenibile.

Il Pianeta è limitato e limitate sono le sue risorse. Non si può più pensare di poter continuare con la logica del solo profitto, con un atteggiamento predatore che preleva in maniera indiscriminata, pensando solo all’oggi e non considerando il futuro. Il prelievo, per non superare i limiti ecologici della Terra, deve essere necessariamente compatibile con la capacità delle risorse di rinnovarsi.

Occorre quindi attivarsi per rendere attuabile la transizione ad un MODELLO CIRCOLARE, che nella considerazione di tutte le fasi – dalla progettazione, alla produzione, al consumo, fino alla destinazione a fine vita – sappia limitare l’apporto di materia ed energia in ingresso e minimizzare gli scarti e le perdite in uscita, seguendo la formula “estrai, produci, utilizza, recupera”.

I principi fondanti sono:

  • drastica riduzione nell’utilizzo delle risorse primarie
  • approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili
  • progettazione di prodotti con ciclo di vita più lungo
  • progettazione di prodotti riparabili
  • progettazione di prodotti completamente riciclabili

Questo nuovo modello rappresenta una sfida per tutte le attività economiche (dall’industria, all’agricoltura, all’artigianato, al turismo) e presuppone non solo un cambiamento radicale a livello di progettazione, realizzazione e fornitura di prodotti e servizi, ma necessita anche di un cambiamento radicale nello stile di vita dei consumatori che dev’essere improntato ad una maggiore consapevolezza e sostenibilità.

Per far ciò non occorrono grossi sforzi ma domandarsi semplicemente, prima di fare un qualsiasi acquisto, da dove arriva, e non solo in termini geografici ma anche di impatto ambientale, il prodotto e/o servizio scelti e quali possibilità ha di “rinascere” a fine vita.

Noi, per ridurre la nostra impronta ecologica, possiamo fare la nostra parte applicando la REGOLA delle 4R e scegliendo prodotti e servizi di aziende, ditte, strutture rispettose dell’ambiente.

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